Il nome del nuovo museo costituisce il doveroso atto di omaggio ai meriti di questo pioniere dell'archeologia toscana. Egli infatti, sulla base del cospicui resti archeologici e delle decine di monete con iscritto il nome etrusco della città (VATL), risolse definitivamente il problema della ubicazione di questa metropoli etrusca menzionata dagli scrittori romani, divenuta in etá moderna una sorta di fantasma evocato a proposito di tutti i luoghi archeologici della Maremma. Nel 1888, a sancire ufficialmente questi risultati, fu restituito a Colonna il nome antico di Vetulonia dal re Umberto I. Falchi condusse fortunati scavi nei sepolcreti dell'età del Ferro, nelle grandi tombe di etá orientalizzante che hanno restituito corredi ricchi dl reperti in oro, argento, avorio, ambra, e nell'area urbana.
II nuovo museo, ordinato dall'archeologo Mario Cygielmann (Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana) e allestito dall'architetto Luigi Bernardi, occupa il palazzo delle "vecchie scuole'', affacciato sulla piazza che è stata denominata Piazza Vetluna, dall'antico nome etrusco della città il museo si articola in sette sale distribuite su due piani.
Il percorso espositivo ha inizio al secondo piano.
Dall'etá villanoviana all'etá classlca (II piano, sale A-B)
La sala A, dedicata alle fasi villanoviana (IX-VIII sec. a.C.) e orientalizzante (fine VIII-VII sec. a.C.), si apre con l'illustrazione della figura dl Isidoro Falchi e del suo ruolo nella scoperta di Vetulonia. Da scavi condotti da Falchi provengono i corredi funerari con ossuari biconici e urne a capanna dalle necropoli dl Poggio alla Guardia e Poggio Belvedere (IX-VIII sec. a.C.). Dalla fine dell'VIII secolo la varietá e la ricchezza del corredi e la presenza di oggetti di importazione testimoniano la nascita di una classe aristocratica che basava la sua prosperitá sull'estrazione e la lavorazione dei metalli. In questo periodo le necropoli si espandono, compaiono nuovi e monumentali tipi di tombe (Tomba della Pietrera), segnalati all'esterno da cippi o da stele funerarie in pietra (Stele di Auvile Feluske, con figura di guerriero incisa) e si sviluppa una raffinata produzione orafa, testimoniata nella sala A dai reperti del Circolo del Leoncini d'Argento, della Tomba della Fibula d'Oro, del Ripostiglio della Straniera (VII sec a. c.)
La sala B prosegue l'illustrazione dell'età orientalizzante con il corredo del I° Circolo delle Pellicce e l'esame delle tombe monumentali (Tomba del Diavolino II - metá VII a C.), caratterizzate dalla copertura a falsa cupola (tholos). I gioielli in oro della collezione Lancetti (1903) forniscono una breve esemplificazione della produzione delle botteghe orafe vetuloniesi dall'etá orientalizzante al periodo ellenistico (VII - III sec. a.C.). Vetulonia in etá arcaica e classica mostra continuitá con il periodo precedente. Nel corso del VI sec. a.C. la cittá sembra_tuttavia ripiegarsi su stessa, in contrasto con i segni di notevole ricchezza restituiti dal territorio. Alla fine del VI secolo o poco piú tardi l'area urbana viene circondata di mura. La sala B si conclude con i reperti del deposito votivo di Costa Murata (VI-metá V sec. a.C.) e testimonianze delle necropoli.
II territorio (II° piano, sale C-D)
Il territorio di Vetulonia comprendeva a Nord l'area mineraria delle Colline Metallifere, mentre a Sud si estendeva lino alle sponde dell'antico Lago Prile, oggi bonificato. II centro minerario piú importante era il villaggio del Lago dell'Accesa presso Massa Marittima (fine VII-VI sec a.C.); ma tutto il comprensorio vetuloniese era fittamente cosparso di centri minori, segnalali da necropoli quali San Germano, Selvello, Torraccia, Pian d'Alma, Val Berretta, utilizzate per tutta l'etá arcaica e talvolta anche oltre. La sala C espone i ricchi corredi rinvenuti nel tumulo dl Poggio Pelliccia, una tomba monumentale (metá VII- metá V sec. a.C.) a qualche chilometro a nord di Vetulonia; nella successiva sala D sono invece alcuni corredi dalla necropoli di Val Berretta (VII-IV sec. a.C.), sulla fascia costiera. Etá ellenistica e romana (|° piano, sale E-G) Dopo il 350 a.C. Una diffusa attività edilizia dimostra una ripresa del centro di Vetulonia, ulteriormente favorita dalla conquista romana della vicina città di Roselle (294 a.C.). Nel III sec. a.C. Velulonla emette moneta propria in bronzo e argento, con la legenda VATL. La cittá era percorsa da strade basolate su cui si affacciavano gli edifici; negli scavi sono state riconosciute case signorili, botteghe, magazzini, aree sacre Da Costa Murata provengono le ceramiche e le terracotte architettoniche esposte nella sala E, mentre la successiva sala F ospita i reperti dal quartiere di Poggiarello Renzetti("scavi cittá"), oggetto di estesi scavi da parte di I. Falchi. Recenti indagini hanno portato alla "riscoperta" della Domus di Medea, una casa del II sec. a.C. decorata da una serie di rilievi in terracotta in cui erano narrate le vicende di Medea tratte dal ciclo degli Argonauti.
Nell'ultima sala (G) sono esposte alcune monete di Vetulonia e il ripostiglio dello Stagnaccio, composto da 39 monete romane e da una sola di Vetulonia, che mostra come fra III e II sec. a. C. la monetazione romana avesse soppiantato del tutto quella locale. Sono inoltre documentati vari ritrovamenti riconducibili a saltuari e a stipi volitive (Costa Pieve, Val di Piombo, Via dei Sepolcri) e corredi funerari dalle necropoli del periodo, caratterizzate spesso dal riuso di tombe più antiche (Val d'Arca, Dupiane, Scala Santa, Poggio alla Guardia). Dalla necropoli delle Dupiane proviene anche il frammento di stelle (?) in pietra con alfabetario inciso. Gli ultimi pannelli sono dedicati all'insegnamento di età romana nel territorio di Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Isola Clodia).
Informazioni:
Indirizzo e contatti
Piazza Vetluna, 1 – 58040 Vetulonia (Castiglione della Pescaia – Grosseto) Telefoni: Museo: 0564.948058 Biblioteca Comunale: 0564.927432 E-Mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it Sito Internet:
Ingresso:
Intero: € 5,00
Ridotto e gruppi: € 2,50
Scuole: € 1,00
Orari:
Ottobre - Febbraio: 10.00-16.00;
Marzo - Maggio: 10.00-18.00
Giugno - Settembre: 10.00-14.00; 16.00-20.00
Chiusura: Tutti i lunedì, tranne i festivi e quelli dei mesi di Luglio e Agosto
Per saperne di più: M.Cygielman, Museo Civico Archeologico "Isidoro Falchi": guida, Firenze 2000, in vendita presso la biglietteria a Euro 5,00.
Servizi
Servizi Accessibilità per i diversamente abili; Percorso guidato per non vedenti ed ipovedenti; Bookshop; Impianto di climatizzazione; Audio guida in 4 lingue.
Città 









